La Spezia vista da un monopattino

Il 3 Novembre 2020 il Ministero dell’Ambiente da ufficialmente il via al “Bonus Mobilità”, parte un click day per accaparrarsi uno dei voucher disponibili sul portale dedicato. Poche ore e i 215 Milioni stanziati si sono volatilizzati.

Una febbre, quella del monopattino, che ha coinvolto e fatto discutere tante famiglie. Nascono diverse correnti di pensiero: alcuni lo ritengono un mezzo interessante, altri pericoloso, altri ancora rimangono scettici davanti a un mezzo non del tutto regolamentato.

Io, personalmente, mi sono ritrovato nella prima categoria. Decido quindi di avvicinarmi a questo mezzo, conscio che uno sviluppo della mobilità elettrica possa ridurre o quantomeno ad oggi “spostare” l’inquinamento dal centro città. **

**Piccola premessa: “spostare” l’inquinamento non è, e non sarà mai, una soluzione concreta al problema delle emissioni. Rimangono sicuramente al centro dell’attenzione la produzione di energia da fonti non rinnovabili (come, ad esempio, gli impianti turbogas e quelli a carbon fossile) e lo smaltimento delle batterie esauste.

Personalmente ritengo che utilizzare un mezzo elettrico, comprese le auto, attualmente sia una scelta volta a incentivare lo sviluppo di energia rinnovabile. Un domani non troppo lontano forse avremmo energia pulita, e farsi trovare pronti ridurrebbe certamente il tempo di una transizione dai motori termici a quelli elettrici.


LA MIA ESPERIENZA DIRETTA CON IL MONOPATTINO

Conti alla mano, stimo il reale utilizzo che avrei fatto del mezzo, i costi di manutenzione e tengo in considerazione la possibilità di un furto. Impossibilitato dal poter lasciare il mio monopattino in un posto sicuro una volta giunto a destinazione decido di optare per un servizio di sharing.

A La Spezia non c’è molta scelta ad essere sincero, ma per 3 mesi, sfruttando i pacchetti mensili da 25 Euro, ho trovato un rapporto qualità/prezzo molto interessante.

Infatti oltre al servizio vero e proprio tra i pro vanno segnalati: la possibilità di lasciare il monopattino ovunque (N.B Nelle zone in cui è permesso farlo!), e il tempo risparmiato, correlato allo stress, necessario a trovare, nel mio caso, quotidianamente parcheggio in centro città (il punto che ho apprezzato di più!)


IL TRAGITTO

Il tragitto che prenderò in considerazione è stimabile in un paio di km di raggio dal Centro città, indicativamente per 3 mesi ho percorso il tratto dalla Questura di La Spezia fino al Centro Storico.

Finalmente dopo 23 anni mi ritrovo su una pista ciclabile, ma attenzione, qui iniziano le prime criticità.

Non ci troviamo certo in una metropoli, ma in una città di oltre 100k abitanti ci si aspetta che, almeno nel Centro città, servizi essenziali come questi siano perfettamente funzionali ai mezzi per i quali sono pensati.


IL DIARIO

Il primo giorno cerco e salgo sul mio monopattino noleggiato tramite App, un po’ goffamente monto su e prendo confidenza, visto che il tutto non è così intuitivo e facile da guidare come può apparire ad un primo impatto.

Mi dirigo verso la ciclabile di Via Vittorio Veneto (quella che passa vicino all’ospedale per capirci). Qui mi rendo subito conto del mio errore, questa ciclabile è tutto tranne che praticabile da un monopattino, aldilà delle buche, le persone, moltissime per essere chiari, non hanno rispetto della corsia preferenziale.

Ogni tanto mi fermo e gentilmente chiedo alle persone di spostarsi. Qualche settimana dopo invece, suonavo il campanello ed ero parecchio infastidito dalle stesse. Per la prima volta ho capito e compreso il dissenso di molti ciclisti.

Ci tengo a precisare che TUTTE le volte che ho usato questo mezzo, ho sfruttato le corsie preferenziali dove presenti, come il codice della strada vuole. Infatti, non si può circolare su strada se a fianco è presente una pista ciclabile!

Col passare dei giorni mi creo una routine e mi rendo conto che la ciclabile migliore a La Spezia sia quella di Viale Italia, meno buche, meno gente, e di conseguenza meno interruzioni. Posso finalmente sfrecciare al massimo delle mie possibilità, 25km/h circa.


“MA VA VELOCE QUINDI?”

Personalmente, nonostante abbia piena confidenza col mezzo, ritengo il monopattino senza protezioni, un mezzo pericoloso, ancor più se, senza patente, non si conoscono i segnali stradali; Infatti, agli incroci e agli attraversamenti pedonali serve un occhio ancor più attento che quando si guida l’auto.


“MA QUINDI LO CONSIGLI IL MONOPATTINO?”

Per 3 mesi interi, forse qualcosa di più, non ho MAI utilizzato l’auto per andare in centro città, quindi si, almeno per me è stata una rivoluzione. Considerato il tempo che ci mettevo per trovare parcheggio, il tempo di percorrenza col monopattino spesso era inferiore, e viaggiare con 30° d’estate col vento in faccia può avere i suoi vantaggi.

Certamente riutilizzerò questa soluzione anche nell’estate 2021, sperando in un maggior investimento sia di manutenzione, sia di potenziamento della ciclabili.


“MA CI SONO DEI CONTRO?”

Per quanto riguarda i monopattini di proprietà, tutti i motivi prima elencati che mi hanno portato alla scelta dello sharing.

Per quest’ultimo invece, soprattutto nei fine settimana, bisogna prenotare o controllare la disponibilità anticipatamente per non rischiare di trovarsi a piedi, distanti km da casa.

In conclusione il maggior problema che ho riscontrato con i monopattini è stata la totale incuranza di una buona percentuale di persone, che nonostante avessero il marciapiede a 50cm o dall’altro lato della strada si ostinavano a camminare sulla ciclabile. (Vedasi, ad esempio, il tratto che costeggia i giardini pubblici di La Spezia)

Si può avere un’opinione discordante su questo mezzo, ma la totale non curanza di questa attenzione rende il monopattino ancora un mezzo “Tabu”, amato da tanti e discriminato da tanti altri.

E tu? Sei pro o contro la micro-mobilità sostenibile?

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